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Rassegna stampa

marted� 29 dicembre 2009

Gruppo Basso: il riassetto dopo lo stop ai fidi

La famiglia, oggi proprietaria del 100% del gruppo immobiliare, pronta ad aprire la cassaforte a nuovi partner finanziari.

L’intesa con le banche creditrici è stata firmata alla vigilia di Natale. “Ma non è stato facile”, racconta Mario Basso, titolare dell'omonimo gruppo attivo nel settore edilizio immobiliare che agli inizi del 2009 si è trovato a dover fare i conti con una forte crisi di liquidità generata da una drastica riduzione degli affidamenti bancari.

La società trevigiana, con un giro d'affari di 100 milioni nel 2008, un patrimonio immobiliare di 300 milioni e 200 dipendenti, ha visto nei primi mesi del 2009 e nel bel mezzo di progetti di investimento già avviati un taglio netto degli affidamenti bancari da 485 milioni a 300 milioni. “Non ce lo aspettavamo”, ricorda Basso, “e non eravamo attrezzati”. L'anno 2009 è stato senza dubbio il più difficile nella storia dell'azienda, ormai giunta alla seconda generazione. Colpa della crisi finanziaria e della stretta di liquidità scoppiata proprio in quei mesi che ha innescato quella selezione inevitabile nel mondo delle imprese. Eppure, ricorda, Basso, l'attività del gruppo non aveva dato segnali di crisi, anzi: “Stavamo portando avanti due importanti progetti immobiliari, il Roncade Outlet Gallery e il Centro Leonardo, ma per completarli avevamo bisogno di una linea di25 milioni”. Linea, appunto, non concessa. E' stato solo l'inizio.

La stretta degli affidamenti si è cosi inevitabilmente tradotta in una temporanea sospensione dei pagamenti nei confronti dei fornitori di alcune aziende del gruppo stesso. Quanto basta per far scattare il campanello d'allarme e tentare un accordo con il mondo del credito per superare lo stalla. Sono cosi state avviate discussioni con le principali banche creditrici per uscire da una situazione di paralisi che poteva compromettere l'attività dell'azienda. Qualche giorno fa, poi, l'accordo definitivo con le banche più esposte nei confronti del gruppo (Unicredit, Intesa-Sanpaolo, Mps, Centrobanca e Hypotirolbank).

L'intesa prevede la ristrutturazione del debito e l'erogazione di nuova finanza mediante una ricapitalizzazione nell'ambito di un piano triennale che prevede l'impegno da parte dell'azienda a ridurre l'esposizione dagli attuali 250 milioni a 150 milioni di euro. “Abbiamo strutturato un piano che prevede la cessione di immobili o aree edificabili e il conferimento di nuove iniziative immobiliari in veicoli ad hoc da sviluppare con altri investitori”. Non solo. La famiglia Basso, proprietaria del 100% del gruppo, ha inoltre manifestato la volontà di aprire il capitale della società a partner finanziari. Questo significa che potrebbero entrare le stesse banche creditrici nel capitale? “Avevamo discusso la possibilità di una conversione dei debiti in equity. Da parte nostra ci sarebbe stata comunque la disponibilità, ma l'accordo è stato trovato seguendo poi altre strade”.


 

 
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