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Rassegna stampa

mercoled� 30 dicembre 2009

Pedersoli con i maggiori gruppi bancari italiani nella ristrutturazione del debito del Gruppo Basso

Si è conclusa positivamente la complessa ristrutturazione del debito del gruppo Basso riconducibile all'omonima famiglia, che costituisce uno fra i maggiori gruppi del settore edilizio ed immobiliare della Marca trevigiana, operante in tutto il nord e centro Italia.


I 31 istituti di credito che sosterranno il programma di risanamento del gruppo – che è stato sottoposto alla congiuntura economica e finanziaria negativa che ha colpito in particolare il settore immobiliare e delle costruzioni – fanno parte dei maggiori gruppi bancari italiani e comprendono,  inter alia, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Ubi Banca e Hypo Tirol.


Il piano di risanamento prevede un articolato programma triennale di dismissioni di immobili a reddito e di aree edificabili e anche il completamento di alcuni importanti sviluppi in corso tra cui l'outlet di Roncade.


Il piano, inoltre, prevede una significativa riduzione del debito delle società attualmente pari a circa 250 milioni di euro nonché l'erogazione di nuova finanza.


Nell'ambito dell'operazione gli istituti di credito sono stati assistiti dallo Studio Legale Pedersoli e Associati nelle persone dei soci  Antonio Pedersoli, per gli aspetti corporate della ristrutturazione e  Maura Magioncalda  – che si è occupata della ridefinizione del debito – coadiuvati da  Morena Bontorin Consuelo Citterio.


Il Gruppo Basso è stato assistito dallo Studio Legale Trevisanato e Associati di Venezia, nelle persone degli avvocati Sandro Trevisanato e Pierluigi Vedova nonché dal dott. Pasquale Barbarisi dello Studio Barbarisi & Associati di Montebelluna. Al fianco del Gruppo anche Finanziaria Internazionale, in qualità di advisor finanziario.



Fonte: 24oreavvocato.ilsole24ore.com


marted� 29 dicembre 2009

Gruppo Basso: il riassetto dopo lo stop ai fidi

La famiglia, oggi proprietaria del 100% del gruppo immobiliare, pronta ad aprire la cassaforte a nuovi partner finanziari.

L’intesa con le banche creditrici è stata firmata alla vigilia di Natale. “Ma non è stato facile”, racconta Mario Basso, titolare dell'omonimo gruppo attivo nel settore edilizio immobiliare che agli inizi del 2009 si è trovato a dover fare i conti con una forte crisi di liquidità generata da una drastica riduzione degli affidamenti bancari.

La società trevigiana, con un giro d'affari di 100 milioni nel 2008, un patrimonio immobiliare di 300 milioni e 200 dipendenti, ha visto nei primi mesi del 2009 e nel bel mezzo di progetti di investimento già avviati un taglio netto degli affidamenti bancari da 485 milioni a 300 milioni. “Non ce lo aspettavamo”, ricorda Basso, “e non eravamo attrezzati”. L'anno 2009 è stato senza dubbio il più difficile nella storia dell'azienda, ormai giunta alla seconda generazione. Colpa della crisi finanziaria e della stretta di liquidità scoppiata proprio in quei mesi che ha innescato quella selezione inevitabile nel mondo delle imprese. Eppure, ricorda, Basso, l'attività del gruppo non aveva dato segnali di crisi, anzi: “Stavamo portando avanti due importanti progetti immobiliari, il Roncade Outlet Gallery e il Centro Leonardo, ma per completarli avevamo bisogno di una linea di25 milioni”. Linea, appunto, non concessa. E' stato solo l'inizio.

La stretta degli affidamenti si è cosi inevitabilmente tradotta in una temporanea sospensione dei pagamenti nei confronti dei fornitori di alcune aziende del gruppo stesso. Quanto basta per far scattare il campanello d'allarme e tentare un accordo con il mondo del credito per superare lo stalla. Sono cosi state avviate discussioni con le principali banche creditrici per uscire da una situazione di paralisi che poteva compromettere l'attività dell'azienda. Qualche giorno fa, poi, l'accordo definitivo con le banche più esposte nei confronti del gruppo (Unicredit, Intesa-Sanpaolo, Mps, Centrobanca e Hypotirolbank).

L'intesa prevede la ristrutturazione del debito e l'erogazione di nuova finanza mediante una ricapitalizzazione nell'ambito di un piano triennale che prevede l'impegno da parte dell'azienda a ridurre l'esposizione dagli attuali 250 milioni a 150 milioni di euro. “Abbiamo strutturato un piano che prevede la cessione di immobili o aree edificabili e il conferimento di nuove iniziative immobiliari in veicoli ad hoc da sviluppare con altri investitori”. Non solo. La famiglia Basso, proprietaria del 100% del gruppo, ha inoltre manifestato la volontà di aprire il capitale della società a partner finanziari. Questo significa che potrebbero entrare le stesse banche creditrici nel capitale? “Avevamo discusso la possibilità di una conversione dei debiti in equity. Da parte nostra ci sarebbe stata comunque la disponibilità, ma l'accordo è stato trovato seguendo poi altre strade”.


Gruppo Basso, dopo la crisi il rilancio

Le banche creditrici siglano un accordo con l'impresa di costruzioni dopo le difficoltà della scorsa primavera


Treviso - Per il rilancio del Gruppo Basso giungono in soccorso le banche. Il gruppo trevigiano ha raggiunto infatti un accordo con gli istituti di credito per la ristrutturazione del debito e l’erogazione di nuova finanza che consente di superare la crisi di liquidità verificatasi lo scorso marzo. Nei primi mesi dell’anno, per effetto delle criticità del mercato creditizio, il gruppo aveva, infatti, subito una drastica riduzione degli affidamenti bancari – scesi da 485 milioni di euro a 300 milioni – nonostante l’attività non avesse dato segni di crisi.


La stretta bancaria si era così tradotta in una temporanea sospensione dei pagamenti nei confronti dei fornitori di alcune aziende del gruppo stesso. L’accordo con le banche prevede il riscadenzamento dei pagamenti verso i fornitori, l’erogazione di nuova finanza, oltre alla diminuzione dell’esposizione debitoria per più di 100 milioni di euro che sarà perseguita attraverso l’ingresso nel capitale – oggi interamente detenuto dalla famiglia Basso – di nuovi partner finanziari, la cessione di aree edificabili e/o di immobili e il conferimento di nuove iniziative immobiliari in veicoli ad hoc per svilupparle congiuntamente a investitori terzi.


La riorganizzazione societaria è iniziata con la valorizzazione mediante cessione delle immobilizzazioni costituite essenzialmente dal patrimonio immobiliare a reddito (centri commerciali, piastre logistiche, uffici, capannoni artigianali ed industriali) collocato nelle aree più ricche del Paese quali Toscana, Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Inoltre, è stata effettuata la ricapitalizzazione di due società del gruppo denominate (Gruppo Basso S.p.A. e Lefim S.p.A.), il capitale della prima è salito a 120 milioni e quello della seconda a 40 milioni di euro.


L’intesa con le banche creditrici è stata raggiunta anche in ragione della fondamentale solidità patrimoniale del Gruppo Basso che – avendo alle spalle 80 anni di attività – dispone di mezzi propri per oltre 520 milioni di euro (come risulta da una perizia indipendente effettuata lo scorso maggio su richiesta delle banche) a fronte di debiti verso il sistema per 220 milioni di euro.


La restrizione creditizia è avvenuta in una fase particolarmente delicata per l’azienda trevigiana, e non solo per la pesante recessione che negli stessi mesi stava investendo tutta l’economia. L’azienda era infatti impegnata nella realizzazione di due progetti immobiliari: il Roncade Outlet gallery ed il Centro Leonardo, per complessivi 120 milioni di euro. In entrambi i casi, il timing per la realizzazione dei lavori non ha subito ritardi e l’outlet, in particolare, sarà regolarmente portato a termine nella primavera 2010.


Le difficoltà finanziarie non hanno comunque rallentato l’attività del Gruppo Basso. A novembre si è aggiudicato due appalti per conto del Ministero della Difesa, in Friuli Venezia Giulia e in Toscana, sono stati avviati contatti con istituzioni e imprenditori della Libia per la realizzazione di progetti immobiliari e infrastrutturali nel Paese nordafricano, tra cui è in corso l’analisi di fattibilità per un nuovo impianto di prefabbricati. Il Gruppo Basso, che ha chiuso l’esercizio 2008 con un giro d’affari di 100 milioni di euro, conta 200 dipendenti diretti più altri 400 tra collaboratori e indotto.



Fonte: oggitreviso.it


 

 
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